Ciliegie

Una tira l’altra!


Di origine sconosciuta, questa pianta regala, oltre ai frutti, dei fiori meravigliosi di colore rosa, come la fioritura speciale dei ciliegi in Giappone, uno spettacolo unico. Da questi magnifici fiori nascono questi frutti dal sapore intenso, di un colore rosso vivo o scuro, a seconda della varietà.
Un ciliegio in fiore rappresenta la fragilità, la bellezza e la rinascita, e una fioritura abbondante è considerata di buon auspicio per i raccolti come per il futuro degli studenti.


Proprietà 

Le ciliegie furono utilizzate  per chi aveva problemi di intestino e anche per eliminare le “pietruzze” dalla vescica. Le mandorle contenute nei piccoli noccioli trovavano impiego per lenire i dolori artritici e per guarire porri, acne, verruche della pelle. Sono ricche di antocianine, un antinfiammatorio naturale, hanno vitamina A e C, e molti sali minerali, come calcio, fosforo e magnesio, che lo rendono un ottimo spezza fame, uno spuntino ricco e generoso.
Nell’antica Roma si usava sciogliere nel vino la gomma secreta in estate dal tronco del ciliegio per calmare la tosse e risvegliare l’appetito.
Sono un frutto che anche i diabetici possono consumare liberamente. Il suo zucchero si chiama levulosio e non fa male a chi è affetto da questa patologia.
Contengono melatonina, favoriscono quindi il riposo notturno. Sono diuretiche e persino i suoi peduncoli vengono utilizzati per fare tisane diuretiche.
Sono ottime per fegato, pelle e cuore.

Le leggende

Gli alberi di ciliegio sono molto legati alle leggende sugli innamorati.
Era la pianta sacra di Venere, dea dell’Amore, tant’è che i suoi frutti sono considerati dei portafortuna.
In Nord Europa, invece, si credeva che gli alberi di ciliegio ospitassero folletti e divinità che proteggevano i campi.
Mentre, in Giappone, dove i fiori sono diventati simbolo nazionale, si narra che i fiori diventarono rosa, da bianchi che erano, perché sotto di loro vennero sepolti i samurai caduti in battaglia. In ogni caso sono simbolo legato alla femminilità in tutto l’Oriente.

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